PARTE PRIMA PARTE SECONDA PARTE TERZA PARTE QUARTA PARTE QUINTA PARTE SESTA PARTE SETTIMA


Il 20 Agosto 1966, veniva costituita, presso il Convento di Quintiliolo, l'Associazione Gruppo Amici di Quintiliolo: una realtà di persone e opere che hanno costantemente accompagnato per mezzo secolo il Santuario più amato dal popolo di Tivoli e da tanti devoti della B.V. Maria.

PARTE PRIMA: LA NASCITA DEL SODALIZIO


La nascita di questo sodalizio va ricercata nelle celebrazioni per il secondo centenario dell'incoronazione della B.V. di Quintiliolo (1955) e soprattutto nelle persone che ne consentirono la magnifica realizzazione. Riportiamo, per memoria e onore delle stesse, i loro nomi.

COMITATO ESECUTIVO

Presidente Onorario: Protonotario Apostolico, Mons. Sigismondo D'Alessio;
Presidente: N.H. Gustavo Coccanari;
Vice Presidente: comm. Pietro Garberini;
Segretario: signor Nicolino Giangiorgi;

Consiglieri uomini: Chiavelli Can. Don Vincenzo; Coccanari N.H. Comm. Tarquinio; Coccia Marcello; Flori Giuseppe; Meschini Comm. Antonio; Mosti dott. Renzo; Pacifici dott. Guglielmo; Rev. Padri Cappuccini di Quintiliolo; Parroci della città; Parmegiani Prof. Antonio; Petroselli signor Antonio; Pozzilli signor Aldo; Rufini signor Stanislao; Sabucci comm. rag. Guglielmo; Salvati comm. ing. Emo; Tani signor Giorgio; Tani signor Marco; Tomei prof. Cesare; Troiani signor Mario.

Consiglieri donne: Baldinelli signora Armea; Bonomi signora Maria; Boratto Mancini signora Vittoria; Cecchetti signora Anna; Cipriani signora Rossana; N.D. Coccanari Borgia Rosina; De Angelis Trinchieri signora Maria; Di Marco signora Altavilla; Fucile signora Velia; Gavazzi signora Antonina; Mancini signora Wilma; Marziale signora Verdiana; Mastrangeli signora Anna; Maviglia signora Egea; Ricci signora Nella; Todini signora Maria; Pacifici Riccardi signora Anna.


Negli anni successivi l'interesse per il Santuario si mantenne sempre vivo in coloro che tanto attivamente vi avevano prestato tempo, amore ed energie, tanto che su invito del comm. Pietro Garberini il 9 Luglio 1966, parte delle persone che undici anni prima avevano ben operato per le celebrazioni del II Centenario, si riunirono alle 18:30 presso il Santuario allo scopo di costituire un'associazione.

La riunione fu ripetuta il 20 Agosto nella sala maggiore del Convento e furono eletti per alzata di mano i membri del Consiglio Direttivo che risultò così composto:

Presidente Onorario: comm. Gustavo Coccanari;
Presidente Effettivo: comm. Pietro Garberini;
Segretario: signor Nicolino Giangiorgi;
Tesoriere: signor Antonio Petroselli;
Addetto Stampa: prof. Antonio Parmeggiani;

Erano inoltre presenti il Rettore del Santuario P. Mario d'Acuto, il rag. Aquilino Rivelli Presidente del Dopolavoro ENAL di Tivoli con i consiglieri dell'ente il M░ Cleoto Silvani, il geom. Carlo Meucci e il rag. Antonio Cerchi; il comm. Tommaso Teodori, il signor Giuseppe Fileri, il signor Rolando Rossignoli del Direttivo Ass.ne Rionale San Paolo, il signor Giuseppe Marchionni Presidente Sez. Alimentaristi dell'Unione Sindacale Commercianti Tiburtini.

L'8 Settembre, in occasione della festa della Madonna, si ebbe il "Primo Elenco" con i nomi degli iscritti, molti dei quali avevano fatto parte dei comitati del secondo Centenario. Avevano inoltre inviato la loro adesione e la richiesta d'iscrizione il comm. Angelo Pastena Presidente Ass. Combattenti, il signor Luciano Berti Presidente delle ACLI, gli industriali comm. Lamberto Mancini e Ivo Augusto De Rossi, il costruttore comm. Umberto Novelli, l'imprenditore Antonio Bravetti, il signor Mario Trojani.

Nacque così l'associazione "Gruppo Amici di Quintiliolo" che, sostituendosi all'antica "Società dell'Arte Agraria" non più operativa da circa novanta anni (1875), ne raccolse compiti e doveri assumendosene nuovi. Nel Notiziario Tiburtino Settembre 1996 viene data notizia della costituzione dell'associazione.

Nello stesso anno fu realizzato il tronetto di marmo policromo (Arch. Giovanni Quinci) che tuttora ospita l'Immagine della Madonna al quale Don Nello aggiunse i due angeli posti ai lati per sciogliere un voto, come si legge nella sua dolce e commovente poesia Ti darò due Angeli.

L'operatività del Gruppo fu negli anni sempre forte ed efficace.

PARTE SECONDA: 1966-1996


La prima tessera di socio, la N░ 1, fu intestata a Nicolino Giangiorgi (attuale Presidente Onorario - ndr), ancor oggi considerato il numero 1, per esempio e distinzione, nel sodalizio. Il primo impegno del Direttivo fu il censimento, voluto dal Vescovo Mons. Faveri, dei numerosi ex voto (oggetti modesti o preziosi offerti in adempimento ad una promessa fatta nei momenti di supremo pericolo in riconoscenza dei fedeli per una grazia ricevuta) presenti in Santuario. Questi furono convertiti in danaro e inviati al Papa per gli alluvionati di Firenze. (Notiziario Tiburtino Dicembre 1996).

Tante le iniziative a favore del Santuario e tante quelle svolte nel parco del Convento.

Il 1967 vide, in occasione delle feste di Settembre dedicate alla Natività di Maria Vergine, la nascita di un'originale manifestazione dedicata ai bambini: il Parco delle Fiabe che si protrasse per molti anni con successo. Ai giochi e gare dell'antica tradizione tiburtina, organizzati dai Butteri, come l'albero della cuccagna, la maccheronata, le pentolacce, la corsa con i sacchi, il tiro alla fune ecc, furono aggiunti giochi per bambini, realizzando un parco con la costruzione di ambienti e personaggi cari e familiari alla fantasia dei fanciulli. L'iniziativa riscosse un grande successo tanto da ricevere un particolare plauso dal Notiziario Tiburtino del Settembre 1967.

Nel 1968 il furto dell'immagine tanto cara ai tiburtini, perpetrata tra la notte del 27 e 28 Gennaio, sconvolse l'intera città. Gli Amici si misero a disposizione di Don Nello che pi¨ di ogni altro si attivò per recuperarla. (Notiziario Tiburtino Febbraio 1968).

La notte del recupero (6 Giugno), il Presidente degli Amici di Quintiliolo, Pietro Garberini, fece allestire un'auto con amplificatore e altoparlanti per darne personalmente l'annuncio alla città che s'illuminò non solo di luce, con l'apertura di finestre e porte, ma anche di grande emozione e gioia. (Notiziario Tiburtino Giugno 1968).

Per ringraziare i partecipanti della riuscita operazione di recupero vennero inoltre realizzate dagli Amici delle medaglie ricordo. La consegna, come segno di commossa gratitudine dell'intera popolazione, fu solennemente effettuata nella sala convegno della locale Stazione dei Carabinieri da S.E. Mons. Liversani, allora Amministratore Apostolico della Diocesi.

Nello stesso anno gli Amici si adoperarono per una raccolta di fondi necessari alla tinteggiatura della facciata, al rifacimento del manto e al restauro della macchina processionale. In poco meno di due mesi fu raccolta la somma di Lit. 509.05 che consentì l'esecuzione del primo intervento a cui seguirono, nell'anno successivo, gli altri.

In Novembre vengono donate quattro nuove Pianete al corredo del Santuario e dieci artistici candelabri in ferro battuto (non più nelle disponibilità del Santuario - n.d.r.), opera realizzata gratuitamente dal Maestro Artigiano Romolo Mulazzani di Rimini.

Gli anni '70, turbati all'inizio dal nuovo furto della Sacra Immagine (22 Giugno 1972), recuperata in soli quattro giorni dall'impareggiabile Don Nello, percorrendo "le strade già battute", rimangono in assoluto quelli in cui gli Amici più fanno e danno al Santuario in opere e azioni.

Agli inizi degli anni '80 il Presidente Pietro Garberini, già proprietario di un negozio di tessuti e confezioni con il fratello Giorgio, fà dono ai Butteri dei nuovi camici da processione, per unificarne la foggia (collarino ricamato escluso che rimase, nella diversità del ricamo, il segno distintivo e personale del Buttero) e il colore. Il tessuto tagliato dal Sarto Giovanni Romanzi fu confezionato gratuitamente dallo stesso e dalle signore Aurora e Costanza Mancini, sorelle del Capostanga "Ventacchiolo", al secolo Vincenzo Mancini.

Nel 1985, sempre per iniziativa del Presidente, fu aggiornato lo statuto e dotato il sodalizio di un suo stendardo. Si rinnovò inoltre il Consiglio Direttivo che risultò così costituito:

Presidente Onorario: comm. Pietro Garberini;
Presidente Effettivo: comm. Nicolino Giangiorgi;
Vice Presidente: Carlo Napoleoni;
Segretario: Enzo Castellani;
Consiglieri: Vincenzo Mancini (in rappresentanza dei Butteri), Giuseppe Stefanini, Bellino Tassi.

Quest'ultimo, entrato nel sodalizio nel 1981, sempre operoso e disponibile, come già lo era stato e lo era per il Villaggio Don Bosco e Don Nello Del Raso, affezionatissimo alla Madonna, a Quintiliolo e ai Cappuccini, ai quali ricordava con giaia e orgoglio lo zio Francescano, P. Generoso Petrucci (1875-1959) per molti anni impiegato presso la Segreteria di Stato del Vaticano, ebbe un ruolo rilevante e di riferimento, nel comitato presieduto dal Vescovo Mons. Pietro Garlato, per la ricostruzione della chiesa gravemente danneggiata da un incendio doloso praticato il 17 Febbraio 1992. Bellino, per modi, comportamento e soprattutto rettitudine, riscuoteva la fiducia di tutti, cosa che gli consentì, prima della sua immatura scomparsa (11 Marzo 1993), di fare molto per la ricostruzione del Santuario.

L'opera fu successivamente completata da P. Silvestro da Monteduro che, giunto nell'Ottobre del 1994, in poco più di due anni, con una energia e capacità esemplari e rare, ripristinava la chiesa dotandola di tutto il necessario. Accoglieva inoltre in alcuni locali del Convento al piano terra il "Centro Francescano Terzo Mondo", mantenuto in attività fino a qualche anno dopo la sua morte (25 Novembre 1998).

Un anno prima il Gruppo Amici di Quintiliolo rinnovava il Consiglio Direttivo che risultava così composto:

Presidente Onorario: Nico Giangiori;
Presidente: Carlo Conversi;
Vicepresidenti: Adalgiso Mancini e Veliano Caponetti;
Segretario: Gabriella Carnevali;
Tesoriere: Ettore Anastasi;
Consiglieri: Anna Giansanti, Anna Mariotti, Carlo Napoleoni, Erminio Marinucci, Carlo Napoleoni, Erminio Marinucci, Giuseppe Stefanini; rappresentante dei Butteri: Vincenzo Mancini.

PARTE TERZA: 1997-2001


Nell'Ottobre del 1997 il giornale locale "Il Cittadino", nel segnalare con sconcerto e preoccupazione un possibile connubio tra fede e politica da parte di un nuovo Comitato Festeggiamenti (Associazione regolarmente costituita con atto notarile - ndr), lanciava un chiaro richiamo d'intervento agli Amici di Quintiliolo, non particolarmente attivi in quel tempo. Con l'avvento della presidenza Conversi (1997 - 2000), quello che fu considerato un serio pericolo per la difesa del Santuario fu sventato dall'impegno e dalle azioni del nuovo Direttivo.

Furono subito realizzate opere e riuscite iniziative per le Feste di Maggio e Settembre. Tra queste ricordiamo: il restauro della Macchina Processionale per un importo di ben L. 14.700.000; la riuscitissima Festa di Settembre con la partecipazione del cantante Little Tony che consentì di poter consegnare al Rettore P. Silvestro sette milioni di lire da destinare alle opere per il Santuario; un parcheggio su un terreno adiacente al Convento ottenuto in comodato d'uso dalla famiglia Todini che poi, per antichi contenziosi con le proprietà confinanti e comportamenti meno che corretti, ebbe un infelice epilogo; uno studio progettuale per la sistemazione del parco; una grande pesca di beneficienza organizzata e gestita dall'ineguagliabile signora Felicita Fantini.

Alla presidenza Conversi, successe quella di Pierluigi Garberini, chiamato personalmente a tale incarico dal C.D. Riportiamo, come curiosità, il racconto di quell'avvenimento che lo stesso fece a noi soci in occasione di una cena.

Già dall'Aprile del 2000, il Presidente Onorario Nicolino Giangiorgi, amico fraterno di mio padre Pietro, suo braccio destro in tutto ciò che riguardava il Villaggio Don Bosco e Quintiliolo, m'invitò a ricoprire la carica di Presidente, dal momento che l'attuale rappresentante, per motivi di lavoro, non avrebbe potuto ripetere il mandato, come tutti auspicavano a fronte dei buoni risultati conseguiti. Ringraziai il caro Nico per la considerazione, ma feci presente che i molteplici impegni familiari, di lavoro e di volontariato in altre associazioni, non mi consentivano di poter assolvere un compito così importante e delicato. Giangiorgi non si perse d'animo e continuò in ogni occasione, a rinnovarmi l'invito e, puntualmente, a ricevere il mio imbarazzato, ma fermo diniego.

A Settembre, incontrandoci presso la Fondazione del Villaggio Don Bosco, di cui siamo entrambi membri, mi prese da parte, mi condusse nella sala "Pietro Garberini" e di fronte all'immagine di mio padre, con tono fermo e solenne, ma anche molto affettuoso, promettendomi la massima collaborazione da parte di tutti, mi rinnovò la richiesta dicendomi che la mia non poteva essere una libera scelta, ma un dovere morale, di rispetto verso mio padre e dell'opera da lui iniziata. Confuso e imbarazzato, accennai ad un timido "va bene" e alla richiesta di qualche giorno per informare la mia famiglia.

Per avere il coraggio di giustificare a me stesso una decisione certamente difficilmente condivisibile da moglie e figli a causa delle mie frequenti assenze, pensai di ricorrere a mia madre che, dalla scomparsa di mio padre, non aveva mai mancato di sollecitarmi (ho altri due fratelli!) ad interessarmi in qualche modo a Quintiliolo. Le sue parole ricorrenti erano:

- trovi tempo per tutti meno che per Quintiliolo a cui tuo padre era particolarmente legato! -

Certo che sarebbe stata felice della mia decisione e che mi avrebbe dato il suo consenso e la sua benedizione, la informai della cosa. Con mia grande sorpresa mi sentii rispondere:

- figlio mio, ma con tutto ciò che hai da fare, adesso anche questa! Sta attento perchè di questo passo ti ammalerai. -

Sconcertato e avvilito, a dispetto della risposta ricevuta, confermai a mia madre la mia decisione, confessando che da lei mi sarei aspettato il conforto di un "sii, bravo, mi fai felice!"


Iniziò così la lunga presidenza Garberini (3 trienni - ndr) aperta nel Dicembre del 2000 con il Giubileo dell'Amicizia per le persone che a causa di malattie invalidanti non avevano potuto lucrare le indulgenze del Giubileo. La bella ed originale iniziativa anticipò quelle che sarebbero state le linee guida e un nuovo modo di gestire una tradizione di fede e amore da condividere con tutto il popolo tiburtino.

Ci si sforzò da subito a coinvolgere il maggior numero possibile di persone e associazioni. Furno convocati i Butteri con i quali si strinse una fattiva collaborazione che portò a grandi e singolari risultati. Si tennero incontri con S.E. il Vescovo al fine di migliorare l'organizzazione delle Feste, senza alterarne la tradizione, ma adattandola alle nuove esigenze e ai tempi.

A Febbraio del 2001 fu aperta, sul Notiziario Tiburtino, la rubrica Una finestra sul Santuario (finestra tutt'ora aperta), per informare gli Amici, i devoti e i cittadini sugli eventi, le celebrazioni, le opere e le antiche memorie riguardanti il Santuario e la sua Celeste Abitatrice. Furono subito commissionate allo scultore Robazza, autore del portale di bronzo, le sette formelle mancanti della Via Crucis da portare nel Parco del Convento.

Su proposta del Presidente furono aperti significativi miglioramenti alla Festa di Maggio: riduzione dei tempi di sosta della Madonna presso l'Arco Trionfale, prima dell'ingresso a Tivoli, con l'istituzione della Cerimonia delle Chiavi che ebbe come primi protagonisti S.E. il Vescovo Mons. Pietro Garlato e il Sindaco dott. Marco Vincenzi; la stesura e la divulgazione del Cerimoniale a tutti i protagonisti; la prima celebrazione della S.Messa d'Accoglienza all'aperto per consentire la partecipazione ad un numero maggiore di persone. Fu scelto per l'occasione Largo Massimo, convenientemente attrezzato con palco, sedie, amplificazione, ecc. attraverso il supporto e l'aiuto gratuito di associazioni di quartiere e tantissime persone di buona volontà.

In risultato andò oltre le migliori aspettative, tanto che fu adottata la stessa metodologia per l'organizzazione della Festa di Settembre. Negli antichi orti del Convento, che fin dal mese di Luglio ad opera dei solerti Butteri avevano ricevuto opere di miglioramento con il livellamento del terreno, la costruzione della nuova staccionata di protezione, l'adeguamento dell'impianto di illuminazione, la disposizione della Via Crucis, tutto realizzato a costo zero, furono installati palco, tavoli e sedie ricevuti in prestito dal rione Colla.

Nei due giorni di festeggiamenti (8 e 9 Settembre) gli spazi accolsero la seconda "Grande Pesca" sempre realizzata dalla signora Fantini che portò un cospicuo utile al Santuario; un apprezzato Concerto Vocale del Coro Polifonico di Villanova diretto dal M░ Marco de Santis; uno spettacolo di arte varia con la partecipazione dei Rioni cittadini e associazioni del circondario; un fantasmagorico spettacolo pirotecnico della Ditta Raffaele di Guidonia; giochi familiari per grandi e piccoli; la prima edizione della Cena coi Butteri con tipici piatti della cucina tradizionale tiburtina realizzati sul posto e offerti gratuitamente con vini e bevande messe a disposizione dei tiburtini.

Nel mese di Gennaio 2002 viene annunciata una nuova iniziativa allo scopo di dare più calore e significato alla Cerimonia delle Chiavi: il Concorso Vestiamo l'antico abito di festa.
PARTE QUARTA: 2002-2004


Il 2002 pu˛ essere annoverato tra gli anni più ricchi d'iniziative e partecipazioni.

Il concorso Vestiamo l'antico abito di festa fu istituito per dare maggior solennità alla Cerimonia delle Chiavi, accolta l'anno precedente con interesse ed entusiasmo da parte dei fedeli e delle istituzioni. Lo scopo era di rappresentare in modo visibile la devozione mariana dei tiburitini nel tempo, attraverso costumi riconducibili per foggia, caratteristiche ed elementi di corredo, a quelli indossati dalla nobiltà e dal popolo tra il XVI e XIX secolo. Il concorso mise in mostra l'interesse di molti per la ricerca, lo studio, la storia e le tradizioni popolari, evidenziando capacità creative e di realizzazione veramente lodevoli.

I primi due abiti che rimasero negli anni l'immagine di riferimento del concorso, ricevettero, il 20 Aprile 2002, l'unanime apprezzamento da una prestigiosa giuria composta da: Anna Benedetti, pittrice, restauratrice e presidente dell'Associazione Culturale Villa d'Este; prof. Anna D'Incalci Vacca, docente di letteratura italiana, artista e musicologa; Clelia Gelmetti, poetessa, artista ed esperta costumista (madre del M░ Gianluigi Gelmetti - ndr); Gino Mezzetti, ricercatore e profondo conoscitore delle tradizioni tiburtine; dott.ssa Simonetta Russo, studiosa di storia dei costumi popolari. I costumi in questione sono quello di nobildonna del cinquecento, realizzato da Anna Piccareta dello "Studio d'Arte 7" indossato da Azzurra Rinaldi e quello di popolana dei primi anni dell'ottocento, frutto di una ricerca degli studenti dell'Istituto d'Arte, guidati dalla Prof.ssa Silvana Petroselli, indossato da Ilaria Mariangeli.

Per la Cerimonia delle Chiavi venne approvato e ufficializzato il Cerimoniale sperimentato l'anno precedente. Su indicazione del Presidente fu realizzato un originale cuscino, nei colori amaranto e blu con sopra ricamati gli stemmi della città e delle quattro contrade e il monogramma mariano tempestato di perle. Il prezioso manufatto è tuttora custodito dal socio Felicita Fantini che ne cur˛ la confezione.

La celebrazione della S.Messa d'Accoglienza all'aperto fu "dotata" di un grande palco modulare (80 mq), opera magistrale del solcio Armando Cocchi e orgoglio degli Amici, realizzato con il ferro offerto dalla Ditta Fantini Spa.

Per sottolineare la gratitudine del popolo tiburtino per il soggiorno della Madonna di Quintiliolo in città, fu istituita una NUOVA cerimonia: Il Cuore di Tivoli, ovvero la consegna di un gioiello a forma di cuore per simboleggiare l'amore dei figli verso la Divina Madre. Il primo cuore, realizzato in lamina d'oro soffiata, fu consegnato il 28 Luglio 2002, la domenica precedente il ritorno della Madonna a Quintiliolo, dalla nipotina del Past Presidente Carlo Conversi.

Affinchè non mancassero mai i fiori alla Madonna durante il Suo soggiorno a Tivoli, fu lanciata la campagna Un fiore per Maria. Furono collocati presso trenta selezionati esercizi commerciali degli appositi contenitori per raccogliere le offerte dei fedeli. L'iniziativa diede un ottimo risultato, tanto che, imitata e utilizzata impropriamente da altri, fu, l'anno successivo, prontamente sostituita con richiesta diretta ai fiorai di Tivoli i quali s'impegnarono ad offrire singolarmente un minimo di venti fiori al mese (oltre 250 fiori complessivi).

Quel memorabile 2002 si concuse con le Feste di Settembre: la parte religiosa, coordinata dal Superiore Padre Giancarlo Fiorini e "l'Appuntamento tra gli ulivi" nel Parco del Convento con due riuscitissime serate di amicizia e simpatia.

La prima, quella del 7 Settembre, con l'originale pezzo teatrale "Inseguendo Dulcinea", portato in scena dai Perchè no, compagnia teatrale di Anticoli diretta dalla prof.ssa Incalci, con la cena rusitica all'aperto (400 ospiti e ben dieci associazioni cittadine rappresentate!) resa possibile dalle forniture gratuite di bevande e alimenti di ristoranti e negozi cittadini e con uno spettacolo di fuochi pirotecnici.

La serata dell'8 vide la prima riuscitissima edizione di quella che il Presidente degli Amici, per meglio connotarla, volle chiamare a cena coi Butteri, un incontro conviviale originalissimo e unico, aperto a tutti, senza preavviso e/o prenotazione, con vivande portate da casa, animato dall'accoglienza festosa e colorata dei Butteri.

Il 2003, ricordato soprattutto per l'arrivo a Tivoli, nel mese di Ottobre, del Vescovo Mons. Giovanni Paolo Benotto, si aprì con la S.Messa d'Accoglienza all'aperto, in Piazzale Massimo.

In Quintiliolo, durante il soggiorno della Madonna in Cattedrale, furono eseguiti i lavori di completamento del presbiterio, interrotti anni prima per la prematura morte di P. Silvestro da Monteduro, il bravo e buon sacerdote che aveva curato i restauri dopo l'incendio doloso del 1992. L'opera fu realizzata attraverso l'opera dei soci, valenti maestri artigiani: Armando Cocchi, Erminio Marinucci e Carlo Napoleoni e dall'inattesa quanto "commovente" donazione della sig.ra Piera Cresti.

Un Cuore di cento perle offerto da altrettante famiglie tiburtine fu il dono dell'intera comunità dei fedeli alla Madonna.

S.E. Mons. Benotto, il 4 Ottobre, appena giunto a Tivoli, comunic˛ alla Cattedrale gremita, il desiderio di pregare presso il Santuario di Quintiliolo il giorno 7 successivo, quello che la liturgia dedica alla Madonna del Rosario. Accolto con gioia e affetto dai Padri Cappuccini, dagli Amici di Quintiliolo e dai numerosissimi fedeli venuti per la felice occasione, trattenutosi dopo la Santa Messa, ricevette dal Presidente la richiesta di ripristinare l'usanza, viva fino ai primi del novecento, che voleva che ciascun nuovo vescovo dedicasse una "personale preghiera" alla Vergine da recitare nel corso delle funzioni religiose dallo stesso presenziate. La promessa che seguì fu accompagnata da un lungo e commosso appaluso.

Il Santuario vide ancora la presenza del Vescovo il 22 Novembre successivo e, in questa occasione, messo a conoscenza dell'opera e delle attività svolte dagli Amici, caldeggi˛ che i cuori offerti alla Madonna, da preziosi gioielli, divenissero segno d'amore e di carità per i più bisognosi. L'invito fu accolto con grande entusiasmo e dall'anno successivo si leg˛ al dono un'Opera di Carità. Per realizzarla si decise di destinare alla stessa le somme di danaro raccolte nelle SS. Messe di arrivo e partenza da Tivoli, raddoppiate dagli Amici di Quintiliolo con le risorse di cassa e/o opportune sottoscrizioni.

Durante gli anni di episcopato si riuscì a raccogliere oltre 9.000 euro che il Vescovo deposit˛ in un libretto di risparmio destinato all'istituzione di una casa famiglia attraverso la ristrutturazione di un immobile di proprietà della Curia.

Il 2004 si apre con la stampa di 7.000 immaginette con la "familiare" implorazione alla Vergine, di 750 immagini numerate della Madonna con la nuova preghiera composta dal Vescovo e la sua firma autografa, con il dono di quest'ultime ai presenti alla cerimonia di saluto alla Madonna all'arrivo in Maggio a Largo Massimo, allestito per l'occasione per accogliere circa 2000 persone dagli architetti tiburtini Cecchetti e Pastori.

Segue la raccolta dell'oro per le nuove corone e la presenzazione dei bozzetti per la medaglia commemorativa da presentare entro il mese di Ottobre.

In Novembre la stampa (sempre offerta gratuitamente dalla Tipografia Palombi-Lanci) di tremila copie di una Breve Guida del Santuario scritta da P. Paolino (Erminio Graziani).

Gli ultimi tre mesi dell'anno furono dedicati alla programmazione del 2005: l'Anno degli Eventi...
PARTE QUINTA: 2005 l'ANNO DEGLI EVENTI


Un triplice annniversario: 1.000 anni dal primo insediamento mariano eretto sui ruderi della così detta Villa di Quintilio Varo posta ai piedi del monte Peschiavatore (Regesto Sublacense, Bolla di Papa Giovanni XVIII del 21 Luglio 1005: "... ecclesia sanctae Mariae posita in monte qui vocatur Quintiliolum"), 250 anni dall'incoronazione della Vergine voluta dal Vescovo Placido Pezzangheri (8 Giugno 1755), 39 anni dalla costituzione del Gruppo Amici di Quintiliolo (28 Agosto 1966).

Un anno irripetibile, entrato nella storia di Tivoli come un grande momento di comunione e di amore della città versola sua celeste Patrona. La complessa e articolata organizzazione, programmata con diligenza e attenzione dagli Amici di Quintiliolo, sin dall'anno precedente, concordata e condivisa con S.E. il Vescovo Giovanni Paolo Benotto, fu resa possibile dal contributo gratuito di tanta, tanta gente: associazioni religiose e di quartiere, confraternite, scuole, scout, fiorai, orafi, architetti, scultori, incisori, poeti, imprenditori, carpentieri, elettricisti, datori di luci, fotografi e cineamatori, artigiani, storiografi, pubblicisti, tipografi, Polizia Municipale, i feldelissimi Butteri e gran parte del Clero.

Ripercorriamo insieme la realizzazione delle diverse iniziative, soffermandoci su fatti, momenti e curiosità che li hanno caratterizzati.

La raccolta dell'oro per la realizzazione delle nuove corone e del Cuore di Tivoli and˛ oltre ogni migliore aspettativa tanto da essere interrotta in anticipo poichè si raggiunse e super˛ l'obiettivo prefissato.

Fu raccolto più di un chilogrammo d'oro, utilizzato successivamente anche per le medaglie commemorative. Tra le curiosità: la donazione più piccola fu di gr. 1, la più grande di gr.128! Le donazioni più cospicue, furono quelle elargite dalle persone meno abbienti. Dietro ognuna una storia e un grande amore per la Vergine di Quintiliolo che sarebbe opportuno narrare. Ne riportiamo due: il dono di un piccolo anello appartenuto fin da bambina alla mamma dell'anziana donatrice che lo consegn˛ con un bigliettino su cui aveva scritto: "Madonna mia e madre mia, te lo offro con tutto l'amore che mamma mia ha avuto per te e per me" e quello di una pesante catena d'oro con croce ricevuta dal Past-Presidente Anastasi Ettore (allora Tesoriere dell'Associazione) che, sbalordito, rivolgendosi all'amico donatore con un balbettante: "Ma che mi dai? è troppo!" si sentì rispondere: "L'ho portato per quarant'anni! è tempo che da oggi lo porti lei!"

L'oro ricevuto fu fotografato, pesato e diligentemente registrato. Ad ogni oblatore fu consegnata una speciale ricevuta a ricordo, stampata su carta pergamena. Il verbale, redatto e sottoscritto da Presidente, Segretario e Tesoriere, fu presentato al Vescovo prima di destinare i singoli pezzi d'oro alla fusione.

Le nuove corone - L'invito a presentare un bozzetto per le nuove corone e l'impegno per il vincitore di fare eseguire gratuitamente la fusione in cera persa del gioiello, lanciato nell'Ottobre del 2004, fu accolto con entusiasmo da orafi e orefici della Diocesi. Gli elaborati presentati, veramente originali e curati nei particolari, procurarono non poche difficoltà di giudizio alla giuria presieduta da S.E. il Vescovo Benotto. Ad aggiudicarsi il bando fu la gioielleria Paolo Lolli di via del Trevio 16/A in Tivoli alla quale fu consegnato l'oro per la fusione.

Concorso "Vestiamo l'antico abito di festa" e Cerimonia delle Chiavi - Il riuscito concorso, che di anno in anno aveva visto sempre più aumentare il numero dei concorrenti, la cura nei dettagli, la ricerca storico-documentale e l'interesse dei cittadini, assunse in questa speciale edizione, un significato ed un valore particolarissimi per l'importanza delle previste celebrazioni.

Risult˛ vincitore il costume certamente più originale e appropriato alla circostanza, Indossato dal giovane Manuel Monaco, così descritto dalla esecutrice signora Rita Crocchianti: "Mi sono ispirata, per questo abito, a quello, verosimile nella foggia e nello stile, indossato da uno dei personaggi più rappresentativi nella celebrazione dell'incoronazione della Madonna di Quintiliolo tenutasi l'8 Giugno 1755: il Priore della Nobile Università dell'Arte Agraria". Il personaggio in questione fu il patrizio tiburtino Giacomo Lolli, appartenente alla nobile famiglia dei Lusignano, lo stesso che fece eseguire le prime corone.

Suggestiva ed emozionante la Cerimonia delle Chiavi che anticip˛ la S.Messa d'Accoglienza all'aperto.

S.Messa d'Accoglienza - Il 1░ Maggio 2005, una giornata di primavera che la memoria conserva come uno dei giorni più belli dedicati all'accoglienza che Tivoli ogni anno riserva nella prima domenica del mese delle rose alla B.V. di Quintiliolo.

Piazzale Massimo, allestito da mani volenterose ed esperte, sotto la meticolosa regia del Presidente e l'aiuto degli architetti Maria Rosaria Cecchetti e Pierluigi Pastori, ideatori della scenografia, ha visto il grande palco modulare degli Amici di Quintiliolo trasformarsi in un grande altare, il gigantesco arco in ferro, innalzato con fatica e ricoperto di mirto e alloro da Adalberto Martinucci, in degna cornice per la sacra immagine, le trecento sedie bianche composte in quattro file in "navata" coperta dal cielo, le antiche case delle "Palazza", al di là del corso del fiume, in fantastcio fondale.

La celebrazione vide una partecipazione di popolo superiore a quella già grande degli ultimi due anni. Il Vescovo S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto, nell'omelia ricord˛: "Fra pochi giorni, il 14 di Maggio, ripeteremo il gesto di porre le corone sul capo di Maria e sul capo del Bambino Gesù. Saranno un segno, ma non bastano tuttavia le apparenze, perchè di fronte a Dio queste valgono ben poco: ci˛ che conta è la nostra fede". Annunci˛ inoltre di aver chiesto ed ottenuto dal Sommo Pontefice, la possibilità di lucrare l'indulgenza durante le celebrazioni mariane di quell'anno.

Seguì la processione lungo l'antico itinerario scandito dal passaggio sul tappeto di fiori e di "preghiera" di Via Maggiore ad opera dei contradaioli e del loro insuperabile e insuperato Presidente Vincenzo Confini, la sosta all'Ospedale per il saluto e l'omaggio floreale del personale medico e paramedico, la benedizione e la distribuzione dell'immagine della Vergine di Quintiliolo ai malati, la sosta presso l'arco di Sant'Anna, il transito lungo il Trevio e via della Missione sotto una pioggia di petali di fiori e migliaia di bigliettini colorati inneggianti alla celeste Madre, per concludersi con l'accoglienza in Cattedrale in un tripudio di gioia, commozione e forti emozioni.

La cerimonia della solenne incoronazione - Il 15 Maggio, veglia di Pentecoste, Piazza del Plebiscito vestita a festa con drappi e fiori variopinti, tornata per una sera, Piazza della Regina, per onorare la Nostra Madonna e far memoria dello Spirito Paraclito simboleggiato, durante l'invocazione, da un potente fascio di luce proiettata verso il cielo, fu il Tempio della solenne e partecipata cerimonia.

Per ricordarla riportiamo uno stralcio del bell'articolo della dott.ssa Gabriella Carnevali Tassi pubblicato sul Notiziario Tiburtino del Giugno del 2005: "In Piazza Plebiscito, quando in cielo era alta la falce di luna crescente e qualche stella era visibile tra le nubi che nel pomeriggio avevano fatto temere il peggio, preceduta dal cero pasquale e dai sacerdoti, è entrata la Madonna, portata a spalla dai Butteri. Al corteo d'ingresso hanno partecipato anche il padre provinciale dei Cappuccini con alcuni confratelli che prestarono servizio al Santuario e i Padri Francescani dell'Immacolata che custodiranno da ora in poi il luogo mariano.

Erano presenti anche il Vescovo emerito Mons. Pietro Garlato, il sindaco dott. Marco Vincenzi e alcuni consiglieri comunali. Molti i giovani che con gli adulti hanno animato l'assemblea. Il Coro ha accompagnato i punti più importanti della celebrazione invitando alla preghiera e al raccoglimento la folla che gremiva la piazza vestita a festa da cento magnifici drappi con la "M" di Maria che orna l'antico manto del 1800.

La Madonna che stringe a sè il Figlio e nello stesso tempo lo indica al mondo, è stata posta accanto all'altare e i fedeli presenti hanno potuto più facilmente rievocare, e contemplare - come accadde agli Apostoli nel Cenacolo, - la realizzazione della promessa di Gesù di lasciarci il Dono per eccellenza.

Nel silenzio dell'assemblea, mons. Benotto ha posto le corone sul quadro che da otto secoli è onorato dai tiburtini. Prima è stato coronato il capo del Bambino, poi quello di sua Madre. Nel prolungato applauso si è colto l'orgoglio della città per aver saputo anche esternamente dimostrare il sentimento filiale nei confronti della Vergine. Infine, suggestivo come sempre, il rito dell'accensione delle candele che ha accompagnato le invocazioni allo Spirito Santo e le conferme della professione di fede".


La vicina chiesa di San Biagio accolse i fedeli più anziani consentendo loro di seguire più comodamente la cerimonia attraverso la proiezione "in diretta" della cerimonia su un grande schermo messo a disposizione dall'Amministrazione Comunale.

Le corone furono successivamente applicate all'esterno del cristallo di protezione dal Mestro Vetraio Paolo Cirignano.

Il dono del Cuore di Tivoli e l'Opera di Carità - Domenica 31 Agosto, una settimana prima del ritorno della Vergine nel Santuario di Quintiliolo, S.E. il Vescovo ricevette a nome di tutti i fedeli il Cuore di Tivoli, un dono impreziosito dall'Opera di Carità ad esso legata per la quale, le offerte raccolte il primo e il 14 Maggio durante le SS Messe all'aperto, furno raddoppiate dagli Amici di Quintiliolo. Il gioiello, in oro e smalti, fu eseguito da valenti orafi Betti, l'orefice di via Colsereno, 72 in Tivoli che, vincendo il conscorso indetto dagli Amici di Quintiliolo, ne cur˛ con amore l'esecuzione sostenendone per intero il costo della mano d'opera.

La medaglia commemorativa - La medaglia degli eventi realizzata dalla Johnson, la più antica, nota ed apprezzata fabbrica italiana di medaglie, dal modello presentato da un'artista d'eccellenza, Daniela Longo, scultrice e medaglista vaticana, vide una tiratura di 1000 esemplari: 250 in argento 925 (diametro mm 51, peso gr. 65); 633 in bronzo patinato (diametro mm 51) e 39 trittici con medaglie: in oro 750 millesimi (diametro mm 32, peso gr. 25), argento 925 (diametro mm 32, peso gr. 16 c.) e bronzo patinato (diametro mm 32) = 117 esemplari.

I numeri 1000, 250 e 39 vanno rispettivamente riferiti alla ricorrenza millenaria della primitiva chiesuola, all'anniversario dell'Incoronazione, e agli anni di operatività del Gruppo Amici di Quintiliolo. La particolare e preziosa medaglia riporta sul retto l'immagine della Madonna di Quintiliolo e sul verso il rinvenimento dell'antica icona, secondo la leggenda, ad opera dei buoi guidati da Sant'Isidoro.

Avrebbe dovuto rappresentare il momento conclusivo di tre importanti eventi: è divenuta attraverso la sua realizzazione, non il termine, ma la continuità di un progetto di carità, di fede e d'amore senza tempo.

PARTE SESTA: 2006-2008


L'Anno degli Eventi si chiuse ufficialmente il 21 Gennaio dell'anno successivo, nella Sala Faveri della Curia Vescovile, alla presenza del Vescovo e delle autorità cittadine, con la presentazione e premiazione dell'artista Daniela Longo, la medaglista vaticana che aveva realizzato la splendida opera.

Sulla scia dell'entusiasmo e dell'interesse suscitato dalle manifestazioni che avevano felicemente contrassegnato il 2005, seguirono numerose altre iniziative. Per la Cappella dell'Immacolata in Cattedrale, che custodisce le spoglie del Vescovo che volle l'incoronazione della Madonna di Quintiliolo nel 1755, furono fatte eseguire due grandi targhe di cristallo sulle quali sono riportate l'epigrafe in latino (non più leggibile) posta sul pavimento e la traduzione della stessa in italiano.

in Quintiliolo fu posta una scritta (sopra l'ingresso del Presepio permanente) in ricordo del 250░ anniversario e del Vescovo Mons. Benotto.

Il 28 Aprile presso le Scuderie Estensi si tenne la 5░ Edizione del Concorso Vestiamo l'antico abito di festa che vide premiata l'Associazione Culturale per le Tradizioni Tiburtine per l'originale presentazione di una famiglia di agricoltori tiburtini nei tipici costumi degli inizi del XIX secolo, costituita da padre, madre e figlioletta. A quest'ultima spett˛ l'onore della consegna delle chiavi la domenica del 7 Maggio successivo, nel corso della cerimonia di grande suggestione e commozione guidata e commentata dalla sensibilità e dalla voce di M.G. Moriconi. In questa occasione piazza Rivarola, per la prima volta, sostituì piazzale Massimo (non disponibile per l'inizio dei lavori del grande parcheggio - ndr) nell'accogliere i fedeli per la S.Messa d'Accoglienza. Tanta fu la partecipazione (e... inaspettata) che al momento della Comunione, vennero a mancare le necessarie particole.

Su proposta degli Amici di Quintiliolo, confortato da osservazioni tecnico-pratiche, S.E. il Vescovo consentì di "sperimentare" che la processione si svolgesse dopo vent'anni(!), non più all'esterno (Ospedale, Porta S.Giovanni, viale Trieste, piazzale Matteotti, piazza Garibaldi, via Pacifici...), ma all'interno della città (Ospedale, via Colsereno, via del Trevio, piazza Santa Croce, via della Missione...) allo scopo di essere meno dispersiva, non interrotta o disturbata dal traffico e, non ultimo, per ridurre il grande dispiego di uomini e mezzi della Polizia Urbana in una giornata di festa.

La suggestione dell'abbraccio di antichi palazzi parati a festa, la tranquillità di vie e strade non toccate dal traffico, la pioggia di petali e biglietti colorati, la commozione di una preghiera raccolta e condivisa con gli spettatori port˛ il risultato sperato, tanto che il percorso è rimasto tale fino ai nostri giorni.

A ricordare questa felice operazione e in qualche modo "ritorno" all'antico, un altro "ritorno", quello che fino agli anni '70 aveva accompagnato e, in qualche modo, distinto la precessione di Maggio: la presenza dei paggetti con costumi di velluto e i caratteristici cappelli piumati dell'Asilo Taddei.

Il Cuore di Tivoli fu realizzato (gratuitamente) in rame sbalzato, da un artista di eccezione, il tiburtino Giuseppe Cialone e consegnato a S.E. Mons. Benotto unitamente alla somma accantonata per l'Opera di Carità.

In Settembre fu ricordato con un'intima e partecipata cerimonia in Quintiliolo, il 40░ anniversario dell'Associazione. L'anno si chiuse con urgenti riparazioni alla base del pinnacolo del campanile, lesionato da un fulmine in Agosto. Si ricorda che la zona di Quintiliolo è tra quelle di più alta attività ceraunica (caduta di fulmini per Kmq) d'Italia.

Con l'occasione gli Amici provvidero, disponendo di una scala aerea, anche alla tinteggiatura dell'intera torre, ingiustificatamente trascurata dagli interventi di restauro della facciata fatti eseguire in occasione delle celebrazioni del 2005 da altra associazione, al ripristino di circa venti metri di gronda e discendenti pluviali nella parte medionale del tetto e ad altri piccoli interventi. Successivamente seguì l'installazione di un parafulmine su progetto dell'ing Gabriele Scalpellini.

A Febbraio 2007, su specifica richiesta dei Frati dell'Immacolata, furono commissionate ad un artigiano locale due colonnine di legno tornito, utili per separare gli spazi interni durante le cerimonie. Le stesse, dopo soltanto due mesi, furono sotituite da altre in metallo acquistate direttamente dal Superiore del Convento P. Smith.

Il 23 Marzo sera, fu ripetuto a cura della "Pro Sanctitate" (Movimento fondato da Mons. Guglielmo Giaquinta, già Vescovo di Tivoli - ndr) con una numerosissima partecipazione di fedeli, il suggestivo rito della Via Crucis lungo la strada che dall'Arco Trionfale, in prossimità della Grande Cascata, porta al Santuario. Per l'occasione la Società Andromeda mise a disposizione per il trasporto delle pesanti "formelle" itineranti, un furgone Mercedes con autista.

Altri mezzi di trasporto (due pulmini) furono gratuitamente messi a disposizione dal Centro di Terapia Fisica e Ginnastica Medica in occasione del Triduo di preghiera che precede la partenza della B.V. dal suo Santuario. Forti dell'esperienza dell'anno precedente, venne di nuovo utilizzata piazza Rivarola per la S.Messa d'Accoglienza e gli architetti Cecchetti e Pastori, che fin dall'inizio delle prime celebrazioni all'aperto avevano offerto il loro prezioso contributo, diedero un diverso assetto alla scenografia generale.

La platea accolse 420 posti a sedere e circa 1100 in piedi (tra il ponte Gregoriano e inizio di via dei Sosii). Furono impartite oltre 700 Comunioni e fu raccolta , durante la colletta, una cospiqua somma (Ç 686) per l'Opera di Carità, raddoppiata dagli Amici di Quintiliolo e consegnata il 4 Agosto successivo, unitamente al Cuore di Tivoli. Fu affidato, in quell'occasione, ad un bimbo di soli tre anni, particolarmente legato alla Madonna, di "porgere" il prezioso dono nelle mani del Vescovo: Davide Servadio.

Il cuore, sempre diverso nel materiale utilizzato, fu disegnato e realizzato in vetrofusione da Vilma Faieta, valente artista abruzzese, nota per le sue vetrate dipinte. Per tutte, ricordiamo quelle mestose e di notevole pregio eseguite per il Teatro Vittoria di Ortona (CH).

A Settembre, la grande palma (oggi non più esistente) e gli antichi olivi del Parco, fecero da cornice alla prima del musical Francesco e Chiara d'Assisi messo in scena dalla Piccola Compagnia Teatrale "Parola Viva", costituita dagli studenti del Liceo Scientifico "L. Spallanzani", diretti e guidati dalla entusiasmante prof.ssa Anna Maria Usai, con coreografie del ballerino Daniele Tani e musiche inedite di Maria Grazia Meletti. Successo di pubblico, soddisfazione per tutti i bravi interpreti e... scoperta di giovani talenti come Michela Iabichella, in quella di Francesco.

In quel mese si rese necessario intervenire ancora una volta per il "campanile malato", come scherzosamente allora lo chiamammo per i frequenti interventi di manutenzione allo stesso, a causa della rottura del motore della campana grande, prontamente riparato dopo la "diagnosi" di un tecnico inviato prontamente dalle Cave di Travertino F.lli Poggi e per l'intervento di un bravo e disponibile riparatore.

A Dicembre (8-10), in occasione del 250░ della morte, fu ricordata, in Duomo, la figura e l'opera svolta dal Vescovo Pezzancheri per la B.V. di Quintiliolo.

Il 2008 non fu un anno molto felice per gli Amici. Il 2 Febbraio, con una sua lettera personale, il Vescovo rese ufficialmente noto ci˛ che già da Dicembre i bene informati conoscevano: la sua nomina ad Arcivescovo di Pisa. Due contrastanti sentimenti toccarono il cuore degli Amici di Quintiliolo e dei tiburtini: la sincera gioia per una persona cara e stimata che ritornava a "casa" per assolvere a più importanti impegni pastorali e profondo dispiacere per non averlo più vicino come Pastore, Padre, esempio di vita, di costume e d'amore.

Il 27 Marzo, nove giorni prima del suo incardinamento ad Arcivescovo (6 Aprile - ndr), fu ancora una volta a Quintiliolo per una Messa di ringraziamento. Ricordiamo quel giorno con la preghiera che rivolgemmo per lui alla B. V., parafrasando quella che egli stesso aveva scritto, al suo arrivo, per la Madonna: Madre di Gesù e Madre nostra, benedici il nostro Vescovo nel suo nuovo incarico di Arcivescovo, benedici le chiese di Tivoli e Pisa e tutto il popolo delle rispettive comunità.

Pronti a continuare il nostro impegno, annunciammo l'annuale concorso Vestiamo l'antico abito di festa. Mettemmo in "protezione" le formelle della Via Crucis, opera dello scultore Robazza, ritenendo pericoloso il continuo e non facile trasporto delle stesse lungo un itinerario come quello che porta dall'Arco a Quintiliolo. Facemmo eseguire da una ditta specializzata, la perfetta riproduzione delle stesse su telai di tela, cosegnando il tutto ai solerti organizzatori della "Pro Sanctitate".

Mentre l'organizzazione, come al solito, procedeva, avvenne, subito dopo la partenza di Mons. Benotto, uno spiacevolissimo accadimento che ci costrinse a rimettere l'intera organizzazione della Festa di Maggio, da noi curata per molti anni, nelle mani del Capitolo della Cattedrale, di recente ricostituito, legittimo titolare e responsabile della stessa.

I motivi: la sconsiderata intenzione da parte di alcune Confraternite e Butteri di effettuare in forma penitenziale la processione di Maggio, in onore della Madonna (sic!), in ordine sparso, senza camici, stendardi, banda, etc. adducendo a pretestuosa giustificazione la mancata rimozione di un monumento che nulla aveva a che vedere con le celebrazioni in ONORE della Celeste Patrona della nostra città e con il rispetto a Lei dovuto. Fortunatamente, attraverso l'intervento persuasivo e pacificatore dell'Arcivescovo di Pisa e dell'Amministratore Apostolico e Vescovo pro-tempore Mons. Fumagalli, gli animi vennero placati e il Capitolo, anche se con grave ritardo, si prodig˛ nell'organizzazione.

Lo svolgimento della S.Messa d'Accoglienza all'aperto in piazza Rivarola (i cui lavori di manutenzione, programmati dal Comune, erano già stati sospesi dall'architetto Petrocchi, su preventiva richiesta degli Amici di Quintiliolo) e della processione, ebbero un risultato ritenuto soddisfacente. Il Cuore di Tivoli fu eseguito (sempre gratuitamente) con legno di bosso dal noto e valente intagliatore Michele Castelmani e impreziosisto da tre stelle in argento cesellato del Maestro orafo Turi Bonanno, noto e apprezzato per i capolavori in oro e gemme di gioielli e oggetti sacri.

Alla consegna, avvenuta in Cattedrale, non seguì l'Opera di Carità per i giustificati motivi sopra descritti. I dipiaceri patiti furono infine dimenticati con l'arrivo del nuovo Vescovo Mons. Mauro Parmeggiani il quale, il 7 Ottobre, dopo soltanto quarantotto ore dal Suo insediamento nella Diocesi di Tivoli, era in preghiera presso il Santuario della B.V. di Quintiliolo, attorniato dalla gioia degli Amici e dei numerosi fedeli accorsi a salutarlo. Ancora l'avemmo vicino il 28 Novembre successivo, per la concelebrazione della S. Messa in memoria dei soci defunti.

L'anno si concluse con un "miracoloso" intervento sulla caldaia di riscaldamento ritenuta dai Frati dell'Immacolata, custodi del Santuario, non riparabile e necessaria di sostituzione (Ç 3.800). Prima di considerare di afffrontare la spesa, si chiam˛ uno dei termoidraulici di Tivoli più esperti, Vincenzo Pietropaoli, che ritenne l'apparecchio termico (un Vaillant) anche se vetusto, ancora in buono stato e bisognoso soltanto della sostituzione di alcuni fili, trascurati da chi aveva eseguito il precedente controllo. Furono interpellati i maggiori rivenditori di zona, di Roma e di Milano, senza successo, Il nostro socio geom. Franco Doddi, a conoscenza del caso, fece intervenire due suoi amici, esperti e qualificati tecnici di quel tipo di caldaia, i signori Di Stefano e Bitocchi che (gratuitamente) compirono il miracolo, riparando scheda, effettuando i collegamenti e consentendo ai buoni frati di potersi riscaldare.

PARTE SETTIMA: 2009-2015


Il 2009 è ricordato sicuramente come l'anno "più grigio" nelle attenzioni e nei festeggiamenti riservati alla Madonna di Quintiliolo.

Iniziato con grande alacrità e impegno con l'annuncio, in Febbraio, dell'8░ Edizione del Concorso Vestiamo l'antico abito di festa, l'atteso appuntamento, progettato per far rivivere lo spirito di sana competizione delle antiche contrade cittadine, vide in Marzo, (venerdì 27) una grande partecipazione di fedeli alla Via Crucis, puntualmente e diligentemente organizzata dal movimento "Pro Sanctitate" del Centro OREB di Ciciliano.

A guidarla, per la prima volta dal suo insediamento a Tivoli, il Vescovo Mons. Mauro Parmeggiani. Mentre ci si preparava a fornire il necessario supporto all'organizzazione delle celebrazioni di Maggio, tornate, nel 2008, alla titolarità e responsabilità del Capitolo della Cattedrale, che l'anno precedente aveva dato buoni risultati, lasciando ben sperare circa il risultato, ricevemmo, inaspettatamente, l'avviso che la cerimonia della Consegna delle Chiavi, non sarebbe stata affidata al vincitore del Concorso, come negli anni precedenti.

Con sconcerto e dispiacere fu annullato all'ultimo momento il bando, evitando qualsiasi polemica che potesse nuocere alla Festa di Maggio. Questa, nonostante le previsioni, non and˛ secondo le aspettative: improvvisazione, dimenticanze, mancanza di coordinamento, ne determinarono l'insuccesso. Pochi posti a sedere (132) in piazza Rivarola, disadorna. Il Sindaco non fu invitato ad andare incontro alla Madonna per salutarla ed onorarla, non fu esguito il tradizionale "botto di Maggio" (a causa del terremoto del 6 Aprile - sic!) al momento dell'attraversamento del Ponte Gregoriano del Carro Trionfale. Questo fu collocato su disadorni cavalletti, tra due scritte "alimentari" poco convenienti.

Quando, dopo la S. Messa e prima dell'inizio della processione, ci si ricord˛ della Consegna delle Chiavi, non trovando le stesse, si supplì con la consegna della grande clava argentea, simbolo del potere comunale.

Gli Amici di Quintiliolo, non più impegnati in prima persona nell'organizzazione, tornarono ad interessarsi esclusivamente dei problemi legati al Santuario, pur continuando nella collaborazione con la Prima Vicaria.

Ad Agosto, in un momento di scarsa frequentazione del Santuario, avvenne, per leggerezza ed ignoranza del giovane ed inesperto Rettore pro-tempore P. Leone Maria Nobili, dei Frati Francescani dell'Immacolata, un danno irreparabile, tanto grande da superare anche l'incendio del 1992: la distruzione del più antico presepio di Tivoli. Il prezioso manufatto, orgoglio della città, costruito nel 1890 da P. Pietro da Guarcino nella cappella chiamata di San Francesco, fu spostato nel 1898 nell'ultimo locale a sinistra, costruito appositamente per ospitarlo, su un relitto di terreno donato dalla famiglia Lauri e qui rimase in forma stabile fino ai nostri giorni.

Nel 1903, il pittore svizzero Federico Alker gli diede l'originale disposizione scenografica che lo rese unico e particolarissimo. L'artista riprodusse con geniale inventiva, i luoghi e i monumenti più noti a Tivoli: la Grande Cascata, le Cascatelle, i templi dell'Acropoli, Villa Adriana, i ponti della ferrovia e, perfino, il mare di Roma, realizzato con un ingegnoso sistema di rulli che simulavano il moto delle onde.

Il buono e semplice frate, non diligentemente informato dai predecessori (in 4 anni si successero altrettanti rettori: 2006 P. Smith; 2007 P. Longo; 2008 P. Fontanella; 2009 P. Nobili!), dell'importanza dell'opera, avendo riscontrato umidità nel locale e pericolo di crollo di parte del soppalco in legno su cui poggiava il presepio, fece rimuovere senza criterio tutto il materiale che, depositato all'aperto, and˛ inesorabilmente distrutto.

Marco Censi, un giovane carabiniere di ventotto anni, in servizio a Milano, scoprì casualmente durante una visita, ci˛ che rimaneva del prezioso manufatto. Con grande disponibilità impegno ed umiltà si propose di ricostruire a proprie spese un nuovo presepio, durante i periodi di congedo. Cosa che puntualmente fece nei mesi successivi, riattivando le antiche macchine, per ricreare con una serie di luci e filtri, l'alternanza del giorno e della notte, allestendo una nuova e moderna scenografia, ricca di case, alberi, fontane, invenzioni ed effetti speciali e dotandola di personaggi animati meccanicamente.

Il risultato fu quello che oggi vediamo e che in qualche modo, attraverso l'amore che in questo luogo è sempre presente, and˛ a lenire la grande ferita al cuore che aveva colpito tutti coloro che avevano visto nel tempo l'antico gioiello d'amore e di devozione, aprirsi al loro stupore di bambini e alla loro preghiera di adulti. Il giovane fu così bravo da meritare, nel Gennaio 2010, il primo premio del Concorso per il più bel Presepio.

In Novembre si ripropose quanto già sollecitato nel 2002 sulle pagine del Notiziario Tiburtino circa la riqualificazione della strada Maria SS.ma di Quinitiliolo (via Montanare fino al 27 Dicembre 1996) come da PRUSST ASSE TIBURTINO - Opera Pubblica GT13-B. Già nel 1997 fu inoltrata da P. Silvestro di Monteduro, allora Rettore, una petizione a firma di 1500 persone, all'Amministrazione Comunali, Provinvciale e Regionale per la deviazione della strada, prima del piazzale antistante il Santuario, per la salvaguardia dei fedeli dal pericolo del traffico e per la realizzazione di una zona dedicata a parcheggio di autovetture. A distanza di quasi vent'anni è ancora tutto fermo!

Nel 2010 venne eletto Presidente un decano di tutto rispetto, socio assiduo, consigliere esemplare e stimato e apprezzato Tesoriere dell'Associazione per tanti anni: il sig. Ettore Anastasi. La nuova guida, dopo la dolorosa esperienza del presepio, si preoccup˛ di essere più vicini, come "Amici", ai frati dell'Immacolata, con vigile presenza e opportuni consigli onde evitare altri involontari errori.

Di molto aiuto, il costante interesse di S.E. il Vescovo per Quintiliolo e la Sua apprezzata presenza. Tra Settembre e Novembre, ben tre volte fu in preghiera presso l'altare della Madonna. Con piacere, ricordiamo che l'8 Settembre, ricorrendo il 50░ di matrimonio dei genitori, Mons. Parmeggiani, non potendo festeggiarli nella data di ricorrenza per i suoi numerosi impegni pastorali, lo fece con discrezione e sensibilità tre giorni prima. Si present˛ a Quintiliolo e richiese a P. Leone di poter celebrare la S. Messa delle 11:30 per benedire le fedi del papà e della mamma che di fronte al figlio sacerdote rinnovavano la loro promessa d'amore. Grande in quella occasione la sorpresa e l'emozione degli abituali fedeli all'inattesa cerimonia.

Fu di poi di nuovo nel Santuario l'8 Settembre, Natività di Maria, a presiedere la Celebrazione Eucaristica e a benedire, dal sagrato, la città. Infine, il 15 Novembre per la Messa dei Defunti.

Nel Maggio del 2011, gli Amici di Quintiliolo accolsero, in Piazza Garibaldi, la statua di Papa Giovanni Paolo II, opera dello scultore Fiorenzo Bacci, in viaggio itinerante prima di raggiungere "La casa del Padre" (Roma). Ne curarono poi il trasferimento presso il Santuario della Mentorella in occasione delle celebrazioni in onore di Papa Wojtyla, infine il soggiorno in Quintiliolo dal 25 Agosto al 18 Settembre. Festosa l'accoglienza in Quintiliolo, per il ritorno della Madonna, la prima domenica di Agosto del 2012 e scenografico il saluto posto sul sagrato.

Il 4 Maggio 2013 la Sacra Immagine è traslata a Roma per la Santa Messa del giorno successivo in Piazza San Pietro in occasione della Giornata delle Confraternite e della Pietà Popolare. Ricondotta a Tivoli nel pomeriggio in auto privata, passando per Piazza Garibaldi, Piazzale Nazioni Unite, Viale Trieste, Viale Roma, fu collocata sul Carro Grande presso l'Arco Trionfale e portata processionalmente in Cattedrale.

Il 19 Luglio 2014, durante il soggiorno in Cattedrale, viene condotta, senza seguito e in maniera del tutto informale, in visita al Cimitero.

Il 28 Novembre, con due anni di ritardo rispetto alla normale scadenza, vengono rinnovate le cariche sociali. Risultano eletti Cecchetti Maria Rosaria, Anastasi Ettore, Fratini Umberto, Garberini Pierluigi, Giansanti Anna, Gubinelli Francesco e Mancini Aurora. Cecchetti Maria Rosaria avendo ottenuto il maggior numero di preferenze è chiamata a ricoprire l'incarico di Presidente, ma è costretta a rinunciare per i pesanti impegni in seno all'Amministrazione Comunale. Viene invitato non soltanto per numero di preferenze ricevute, ma per la già mostrata capacità e per la ricorrenza del 50░ Anniversario dell'Associazione, Pierluigi Garberini.

La vita e le opere del sodalizio, il più longevo tra quelli che si sono impegnati in e per Quintiliolo, sono state sinteticamente ricordate sul Notiziario Tiburtino fino ad oggi. In attesa della presentazione del sito web www.amicidiquintiliolo.it, nel quale saranno raccolte oltre alla storia tutte le notizie utili riguardanti il Santuario di Quintiliolo e l'organizzazione della Festa di Maggio, rivolgiamo un caldo invito a tutti coloro che hanno a cuore la nostra Madonna, affinchè prestino il proprio aiuto agli attuali organizzatori per la migliore riuscita delle celebrazioni in Suo onore, armonizzando la tradizione con le esigenze e i mutamenti dei nostri tempi.

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