La devozione per la Madonna di Quintiliolo ha radici antichissime che, come diceva
P. Ottavio d'Alatri Ottavio d’Alatri,

“I Frati Minori Cappuccini in Tivoli e i Santuario di S.Maria di Quintiliolo”,

Roma 1938.
, vanno ricercate “nelle brume” del X secolo, un tempo in cui la storia si mescolava con la favola e la leggenda.

Cercherò di ripercorrerla in maniera sintetica, secolo per secolo, fornendo al lettore notizie e avvenimenti essenziali e qualche curiosità.

La presenza di una primitiva edicola votiva nella località conosciuta come Quintiliolo, appare nell'anno 930, in un privilegio di Papa Giovanni XII, figlio di Alberico II, Princeps Romanorum, riportato nel Regesto Sublacense.

Nel 978, nel Regesto Tiburtino, viene citato un fondo di proprietà della Mensa Vescovile “qui appellatur pozzalia, a tertio latere fundum quintiliolum”.

Ancora, nel 1005, in una Bolla di Papa Giovanni XVIII, leggiamo: “ecclesia qui vocatur quintiliolo” dedicata a S. Maria e una cella in onore della Santa Croce. Quindi non più un'edicola, ma molto probabilmente una cappellina.

Ma quando, la sacra icona che tutti oggi conosciamo e amiamo, ha avuto lì dimora?

La tradizione, con molta fantasia, narra essere stata trovata da buoi, guidati addirittura da Sant'Isidoro (!), durante l'aratura di un terreno posto tra le rovine della villa di Quintilio Varo, qui nascosta per salvarla dalla furia degli iconoclasti (!).

Con molta probabilità questa leggenda, perché di leggenda si tratta, pare sia nata da un quadruccio dipinto alla base dell'antica macchina processionale (probabilmente del fine ‘600), nel quale si vedeva il Santo in ginocchio con lo sguardo rivolto all'immagine della Madonna. Nel racconto, nulla è riferibile a tempi, fatti e persone.

L'iconoclastia inizia nel 726 sotto l'Imperatore d'Oriente Leone III Isaurico (717-741) e dura per circa cento anni, fino al 843, quando Papa Gregorio IV ripristinò la libera venerazione delle immagini. Sant'Isidoro nasce vive in Spagna, dove muore nel 1130.

La tavola raffigurante la Madonna risale al 1200. È opera, probabilmente, di un monaco dell'Abbazia di San Benedetto di Subiaco, proprietaria del fondo e della chiesetta.



Scarse e frammentarie sono le notizie giunte fino a noi per poter dare notizie certe della cura e della frequentazione della chiesuola. Certo è che questa e gli imponenti ruderi dove era posta, utilizzati come baluardo fortificato di Tivoli contro i nemici che aggiravano il fiume Aniene da nord, per attaccare la città, videro battaglie sanguinose come quelle condotte dai romani guidati da Papa Innocenzo II nel 1143 (12 giugno: vittoria dei tiburtini) e 1143 (7 luglio: strage dei nostri concittadini).

Certamente la presenza di armati e lo stato d’animo degli stessi furono uno dei motivi che fece nascere amore e devozione per la chiesina. La devozione emerge poi, evidente, nella seconda metà del 1300, con donazioni e lasciti testamentari. Ricordiamo, tra questi, quello (Notaio Pietro di Domenico di Giacomo Salvati -1388) di Sibilla Stabili, di Tivoli. Da allora, con un crescendo ininterrotto, non si è più fermata.

Nel 1448, dopo circa cinque secoli i monaci benedettini cedettero la piccola chiesa al Vescovo di Tivoli che la diede in custodia a degli eremiti.

Il 28 aprile (domenica) di qualche anno dopo (1465 o 1471?), sotto il pontificato di Paolo II, la chiesa fu consacrata.

Curiosità: nel 1565, affidata alle cure del Canonico Giacomo Zappi, per le quali riceveva 14 scudi, lo stesso fu richiamato perché non officiava e se ne disinteressava.

Nella visita pastorale di Mons. Amadio Ronconi (1589), per la prima volta si cita il trasporto a Tivoli, senza nominare la chiesa che la ospitò.

Nel 1596 la sacra immagine è presso la Madonna del Ponte (Chiesa presso l'attuale Ponte Gregoriano e non più esistente).

Nell'ispezione eseguita il 17 aprile 1653 dal Vescovo Card. Marcello Santacroce, viene riportato, che in Quintiliolo, vi “si celebrano delle Messe per devozione della società dei Boattieri”, il ramo minore della Nobile Università dell'Arte Agraria a cui era stato affidato il compito di “incollare” (portare a spalla) il carro della Madonna. È questo il periodo in cui la B.V.di Quintiliolo, prende l'appellativo di Madonna dell'Abbondanza (1660-65) e, probabilmente, iniziano le prime traslazioni (il 1° maggio) nella nuova Cattedrale, da poco riedificata (1635-1640) sull'antica dal Card. Giulio Roma.

Curiosità: il Lauri, Priore dell'Università, nell'ottocento, afferma che non si sa se il sottotitolo di Madonna dell'Abbondanza, sia stato mai approvato dall'autorità diocesana.

Nel 1703, il 4 febbraio, il Vescovo Antonio Fonseca, a piedi scalzi e con una corona di spine sulla fronte, compì, seguito da grande moltitudine di popolo, un pellegrinaggio di espiazione dalla cattedrale a Quintiliolo per il terribile terremoto subito in quell'anno.

L'8 giugno del 1755, un evento memorabile: l'incoronazione della sacra icona, voluta da Vescovo Mons. Placido Pezzangheri, lo stesso che dispose la costruzione dell'attuale Santuario e che riuscì a porre, prima della sua morte (8 settembre 1757), la prima pietra. Durante i lavori, la Madonna rimase a Tivoli, ospite della chiesa di S. Maria del Ponte, per nove anni, fino al 9 dicembre 1764.

Nel 1771, dimorò in Quintiliolo il liguorino Fratello Clemente Maria Hofbauer, divenuto poi santo.

Curiosità: in quel tempo il Santuario veniva chiamato dal popolino “Sanquintiliolo”.

I primi di luglio del 1794 videro un'altra processione penitenziale, guidata dal Vescovo Vincenzo Manni, per far cessare la persistente pioggia che da numerosi giorni infieriva sulla città e le campagne. Cosa che “miracolosamente” avvenne, appena il corteo orante giunse a Porta Santa Croce.

L'800 e il secolo successivo, sono quelli che hanno visto maggiormente crescere la devozione, come per altro attestato dai numerosissimi ex-voto.

L'accoglienza del 7 maggio del 1800 viene ricordata come quella più grandiosa e fantasmagorica. La sera precedente, l'intera città fu illuminata da fiaccole e il giorno successivo, l'ingresso della Madonna fu salutato dall'ascensione di un globo aerostatico.

Nel 1803 il Visconte Francois René di Chateaubriand visitò Quintiliolo, lasciando, in ricordo, una delicata preghiera che si può leggere sulla lastra di cristallo collocata nella prima cappella di destra (Cappella del Crocefisso).

Curiosità: il 24 maggio del 1835, la Madonna percorse e benedisse il cunicolo destro della Grande Cascata (inaugurata da Papa Gregorio XVI il successivo 7 ottobre), appena completato.

Nel 1839 la città fu colpita dal “morbo asiatico”, virus che causò numerosissime morti. Ben 136 cadaveri furono inumati in Quintiliolo. Quell'anno la Madonna fece ritorno nel suo Santuario il 15 ottobre.

Nel 1855 nasce la Confraternita della Visitazione che ebbe però breve vita.

Il 1888 vide giungere in Quintiliolo i frati minori cappuccini che qui rimasero, sempre amatissimi custodi, fino al 2006.

Nel 1890, fu allestito, nella prima cappella di sinistra, un piccolo presepio che subito richiamò, per cura costruttiva ed originalità, la curiosità e l'attenzione di un numero straordinario di fedeli. A causa di tale interesse, si decise di rendere permanente la struttura, collocandola stabilmente in un apposito ambiente costruito sul fondo del lato sinistro della navata, su una porzione di terreno di proprietà dei Sig.ri Lauri (gli stessi che nel 1888 avevano donato quello necessario alla costruzione del Convento) che così successivamente (1902) dichiararono a garanzia e tutela dei PP. Cappuccini: "che quella piccola porzione di terreno situata nel Cimitero attiguo alla Chiesa, su cui i PP. Floridi Gaetano Maria e Di Mario Pio, hanno fabbricato per farvi il presepio, fu ceduta spontaneamente da noi nominati Signori, senza alcun interesse. Per cui vogliamo che i nostri futuri e presenti eredi non abbiano ardire di molestarli e rispettino assolutamente la nostra volontà".

Il presepe, accresciuto e migliorato, ebbe nel 1903, ad opera del pittore svizzero, Federico Alker un'artistica ed equilibrata disposizione che abbiamo potuto apprezzare fino al 2006.



Altre date significative del 1900: Nel 1904 fu iniziata la costruzione della prima ala del convento con, in basso: il refettorio (oggi sala convegni), cucina e camino; al piano superiore: biblioteca, saletta e terrazzo.

Nel 1908 venne rinnovata, la sacrestia (parte della precedente chiesa ) ad opera del pittore Giuseppe Caringi di Alatri.

Nel 1915 (1 agosto), per motivi di sicurezza a causa della guerra (Prima Guerra Mondiale) in atto, furono consegnati al Parroco del Duomo D. Sigismondo D’Alessio le corone d'oro e alcuni oggetti preziosi donati alla B.Vergine.

La tavola in legno sulla quale è raffigurata la Madonna, a causa dei tarli e dei pessimi restauri subiti in precedenza, per incarico della Soprintendenza delle Gallerie, fu affidata nel 1916, al Prof. Domenico De Pray per i necessari interventi di manutenzione e conservazione. È di quell'anno la “Preghiera alla Madonna di Quintiliolo” composta dalla signora Diomira Mattei Giuliani, e musicata dal M° Giuseppe Radiciotti, divenuto inno ufficiale nelle manifestazioni in onore della Madonna.

Tra il 1919 e il 1921 fu realizzato, in sostituzione dell'antico e fatiscente arco gotico in legno (probabilmente uno di quelli che costituivano il “Trono” realizzato per Papa Gregorio XVI in occasione dell’inaugurazione della Grande Cascata), un arco in travertino, su progetto dell'arch. Cesare Bazzani, da erigere all’inizio di Viale Quintilio Varo, su un terreno ceduto gratuitamente dal Comune.

Curiosità: su iniziativa del Circolo Cattolico “Cristoforo Colombo”, presieduto dal sig. Cesare Giannozzi, fu costituito un comitato cittadino per la raccolta dei necessari fondi. L'iniziativa non ottenne il risultato sperato, tanto che per ripianare i debiti, il Circolo fu costretto a vendere un pianoforte e altre suppellettili e alcuni membri del Comitato, convenuti in giudizio dal Giannotti, a sborsare personalmente migliaia di lire senza avere la soddisfazione di veder ultimato, come da progetto, il lavoro.

La mancanza del denaro rese realizzabile soltanto la parte di base in travertino, mentre la parte superiore (completata solo negli anni '50) in muratura e cemento.

Nel 1926 fu innalzata l'attuale torre campanaria, in quanto il piccolo campanile a vela non riusciva ad assolvere più le sue funzioni. Alla base fu ricostruita la cappella che aveva ospitato il primo presepio, dedicandola a San Francesco d’Assisi.

Nel 1929 fu benedetta e posta sull'edicola della Madonna di Loreto, all’inizio dell’attuale Via Maria SS.di Quintiliolo, una croce in ferro appartenuta al convento.

Il 6 maggio 1933, scoprimento dell'immagine della Madonna, posta sulla facciata della Chiesa, realizzata in piastrelle di terracotta smaltata, dal Frate Cappuccino, Prof. Aureliano Scafonetti.

1935: due furti. Il primo, di alcuni oggetti d'oro contenuti in un quadro, perpetrato il 23 marzo da ignoti forestieri giunti in motocicletta e poi dileguatisi. Il secondo, da un giovane sorpreso a scassinare le cassette delle elemosine. Non denunciato, fu pesantemente redarguito. Nello stesso anno fu inaugurato il piazzale prospiciente il Santuario, realizzato con il contributo di alcuni benefattori i cui nomi sono riportati su una lapide posta sulla facciata del convento.

Curiosità: 11 luglio 1936, i religiosi di Quintiliolo ricevono i ringraziamenti del Primo Ministro Benito Mussolini (il Duce) per le preghiere fatte e gli auguri inviati durante il periodo di degenza della figlia Anna Maria a Tivoli, nella Villa Braschi.

Durante il periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale (1939-45) il Santuario fu ininterrotta meta di pellegrinaggi, molti dei quali accompagnati dal già citato da Don Sigismondo D'Alessio, figlio affettuoso e premuroso, per raccomandare padri, mariti e figli in guerra e pregare per la desiderata pace. E quando questa finalmente giunse, l’assidua frequentazione continuò ed aumentò per tutti gli anni della ripresa fino a giungere al

1955: Bicentenario dell’incoronazione con festeggiamenti entrati nella storia della città.

1966: Nascita del Gruppo Amici di Quintiliolo.

Dal 1967 ad oggi vedere Associazione: STORIA E OPERE.

TORNA A INIZIO PAGINA