Dalla metà del ‘500 fino al 1890 l’arrivo a Tivoli della Madonna di Quintiliolo avveniva il 1° Maggio e il Suo ritorno in Santuario la 1° domenica di Settembre.

Con l’istituzione della Festa dei Lavoratori, il trasferimento in città fu spostato alla 1° domenica di Maggio.

In tale giorno la Madonna, dopo la celebrazione della Messa di Saluto (07.00) nel Santuario di Quintiliolo, veniva (e viene ancor oggi) portata dai Butteri con la “macchina piccola” fino all’Arco Trionfale posto presso la Grande Cascata. Qui, traslata sulla "macchina grande”, restava in attesa dell’inizio della processione.

Intorno alle 09.45 il Vescovo, preceduto dalla banda musicale e accompagnato dal Capitolo, incontrava la Madonna e processionalmente entrava in città.

Superato il ponte Gregoriano, un grande sparo (il BOTTO DI MAGGIO) annunciava l'ingresso a Tivoli della sua Patrona e (fino agli anni ’60) TUTTE le campane suonavano a festa. La processione, organizzata dal Capitolo della Cattedrale, percorreva il centro della città fino a raggiungere il Duomo per la S. Messa d’accoglienza.


Negli anni ’90 (1992-2000) per coprire il tempo di attesa all’Arco (un’ora circa) si pensò, ad opera di Don Fabrizio Fantini, di celebrare una messa (Messa per le Vocazioni). Sempre in quegli anni, a causa della “vacanza” del Capitolo, l’organizzazione della Processione fu demandata al Gruppo Amici di Quintiliolo.

L’antico percorso, per la bella istituzione dell’Infiorata da parte della Contrada Via Maggiore e (ad imitazione dell’Inchinata) per la successiva sosta all’ospedale, subì la seguente variazione: Piazza Rivarola, Via dei Sosii, Via D. Giuliani, Viale Trieste, P.zza Matteotti, via A. Moro, P.zza Garibaldi, via Pacifici, Via della Missione e il Duomo. Quest’ultimo veniva raggiunto intorno alle ore 12/12.15.

Dopo la collocazione della sacra immagine sull’altare maggiore e prima dell’inizio della S. Messa, gran parte delle persone presenti in basilica e quasi tutti i partecipanti alla processione, lasciavano il Duomo a causa dell’ora avanzata.


Nel 2001 il Gruppo Amici di Quintililo, avendo constatato che la partecipazione dei fedeli, a quella che da sempre è ritenuta la più importante festa religiosa, si assottigliava di anno in anno, che la S. Messa all’Arco, celebrata (per altro fuori della città) a solo un’ora di distanza da quella più importante e partecipata che si svolge in Santuario, oltre a non essere adatta per luogo, tempo e sicurezza (spazio ad imbuto, mancanza di protezione, impossibile chiusura della strada provinciale ecc), diminuiva ulteriormente la presenza in Duomo dei più assidui partecipanti, propose a Mons. Garlato una Solenne Messa d’Accoglienza da svolgersi all’aperto in un luogo sufficientemente ampio per accogliere un gran numero di persone. Fu scelto Largo Massimo (dove ora sorge il parcheggio multipiano) e, come orario, per consentire la massima partecipazione del clero, le ore 09:30.

Ancora e al fine di rendere più importante l’evento e meglio onorare la Madonna, si pensò bene d’istituire (accettata con grande slancio ed interesse dall’amministrazione) la cerimonia della Consegna delle Chiavi da parte del sindaco.

L’anno successivo si migliorò e si perfezionò l’organizzazione con l’istituzione di un concorso ad hoc, Vestiamo l'Antico Abito di Festa, allo scopo, non soltanto di migliorare e dare più importanza e visibilità alla Cerimonia delle Chiavi, ma per “interessare” e coinvolgere un maggior numero di persone all’evento.

Infine fu aggiunto alla Festa un dono tangibile d’amore e riconoscenza alla Vergine prima del Suo ritorno “a casa”: il Cuore di Tivoli.

A questo dono “materiale” è stata legata, su suggerimento di Mons. Benotto, una particolarissima Opera di Carità. Tale opera veniva realizzata attraverso le raccolte effettuate nella Messa d’Accoglienza, nella Messa della consegna del Cuore di Tivoli in Duomo e in quella celebrata in Santuario al ritorno. La somma raccolta, raddoppiata dagli Amici di Quintiliolo, con i fondi di riserva accantonati nell’anno, veniva posta a disposizione per una ben determinata Opera di Carità a favore dei più bisognosi.


Nel 2006, con grande sforzo e vincendo forti resistenze e ingiustificate contrarietà, si riportò la processione all’interno della città (per anni il percorso seguito, dopo la sosta all’Ospedale, è stato: Viale Trieste, Piazzale Matteotti, Via A. Moro, Piazza Garibaldi, Via Pacifici...) ottenendo oltre che i benefici di un percorso più protetto ed agevole, un migliore effetto scenografico, un’ordinata partecipazione e soprattutto una più efficace e partecipata preghiera che, dall’abbraccio delle vie, entra nelle case portando a tutti l’annuncio dell’arrivo della celeste Patrona.

Tutte queste innovazioni non andarono minimamente ad “intaccare” le consuetudini della tradizione: la preparazione (triduo) della Festa, il trasporto, l’arrivo all’Arco, la benedizione dei Butteri, gli “spari” di avviso, l’ordine della processione, sono rimaste inalterate e tutt’ora puntualmente ripetute.



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STORIA E FOTOGRAFIE


Tutta la Festa di Maggio 2001 raccontata per immagini VEDI FOTO

ORGANIZZAZIONE


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