La Via Crucis “di Quintiliolo”, cosiddetta perché si snoda lungo la strada che dall’Arco porta al Santuario caro ai tiburtini, fu istituita dall’indimenticabile Mons. Guglielmo Giaquinta, Vescovo di Tivoli nel 1971.

Tra le suggestioni di questa particolare Via Crucis, durante la sosta in località “Il Trono”, lo scrosciare dell’acqua della Grande Cascata diventa, quasi per incanto più fievole, fino a trasformarsi in suono di preghiera.

Dal 1971, ininterrottamente, questo sempre più atteso e partecipato evento quaresimale, si è ripetuto fino al 2015 ad opera del Movimento Pro Sanctitate del Centro OREB di Ciciliano.

Nel 2003, su richiesta del Centro, furono richieste agli Amici di Quintiliolo, per la prima volta, le 14 stazioni itineranti in resina color bronzo, realizzate dallo scultore Robazza.

Nel 2008 ritenendo pericoloso il continuo e non facile utilizzo delle preziose formelle, queste furono sostituite, sempre dagli “Amici”, da perfette riproduzioni su tela, più leggere e facilmente trasportabili.

Le 14 stazioni, un’ora prima dell’inizio del pellegrinaggio, vengono collocate da giovani volenterosi in ben determinati punti di “sosta” lungo il percorso e illuminate da fiaccole romane.

Ci piace ricordare il gesto d’amore di un nostro associato: la signora Giovanna Toto che per circa trent’anni provvide a fornire a proprie spese una candela ad ogni partecipante.

Sempre a cura del Movimento Pro Sanctitate viene stampato ogni anno un “curato” libricino di preghiere e riflessioni sui segni della passione, lette dai partecipanti delle comunità parrocchiali e associazioni religiose e laicali.

Dal 2016 il corteo di preghiera si svolge in città, da Piazza Trento a Piazza del Duomo.

Le formelle delle 14 stazioni della Via Crucis e della Resurrezione, realizzate in bronzo dallo scultore Robazza


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